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RCL RIDOTTE CAPACITÀ LAVORATIVE

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Regia: Massimiliano Carboni; sceneggiatura: Alessandro di Rienzo, Paolo Rossi, Massimi- liano Carboni; interpreti: Paolo Rossi, Emanuele Dell’Aquila, Alessandro di Rienzo, Davide Rossi, Daniele Maraniello, Biagio Ippolito, Marcello Colasurdo. Italia 2010; colore; 90 minuti.

Estate a Pomigliano d’Arco dove ci facevano l’Alfasud e dove gli operai della Fiat sono in cassa integrazione da due anni. L’uomo nuovo si chiama Sergio Marchionne, ammi- nistratore delegato del gruppo torinese con ambizioni americane. A Pomigliano bisogna decidere sul futuro. Lo strumento “democratico” è un bel referendum interno (indetto e indotto dall’alto) fra tutti i dipendenti (dalla catena di montaggio alla mensa agli uffici) sulle nuove modalità contrattuali imposte dall’azienda in vista di un piano di rilancio dello stabilimento a spese di “alcuni” (sostanziali) diritti dei lavoratori. Un ricatto? Prendere o lasciare. Sì o no. Sappiamo come è finita ma non sappiamo come andrà a finire. Un mese è passato e una troupe che sembra un Carro di Tespi, guidata da Paolo Rossi in panama e affanno, arriva in paese per i sopralluoghi in vista di un ipotetico film su quella che una volta era la classe operaia. Tipo lavoratori di tutto il mondo unitevi. Pomigliano contraddice una certa immagine sudista da propaganda leghista, Paolo incontra sindaco, parroco, sindacato, operai, la gente e si fa un’idea del film da girare. Un ritorno al futuro con una astronave che sbuca dal Vesuvio guidata da Nino D’Angelo nei panni di Karl Marx che imbarca gli operai e li porta “altrove” a godersi la vita. In un clima di “surrealismo civile” Carboni gira un reality/instant movie che penetra nel territorio e nelle sue contraddizioni con partecipata estraneità, indagando sfumature, voci, silenzi, panoramiche vuote o accecanti che colgono il retrobottega della realtà televisiva e del suo contrappunto iperrealistico. Il guitto Rossi ci mette un’ansia controllata da teatrante di strada scoprendo le carte della controriforma marchionnesca, fra corsi di rieducazione e corsi di canottaggio istruiti dagli Abbagnale. Alla fine per gli irriducibili, gli impediti, quelli che non si adeguano e quelli che hanno “ridotte capacità lavorative” non resta che “l’esilio” nel capannone dei cattivi, il pianeta Lapo.