anemic

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

CADENAS

E-mail Stampa PDF
Regia, soggetto e trattamento: Francesca Balbo; fotografia: Francesca Balbo, Andrea Turri; montaggio: Carlotta Cristiani, Bruno Oliviero; musiche: Dario Miranda. Italia 2012; col.; 60 min.

In Sardegna tra il Campidano e il Gennargentu corre un treno senza tempo, il cui passaggio è salutato da piccoli puntini gialli che agitano una paletta verde e rossa: le guarda-barriera. Un lavoro che si eredita in linea femminile da generazioni. Bloccano il traffico, strade secondarie percorse da macchine, trattori, pecore e apecar, il macchinista alza il braccio per salutare, un fischio e via nella polvere. Un lavoro antico destinato alle donne, che vi si dedicano con ripetitività quasi rituale, per tutto il giorno, tutti i giorni dell’anno. Il film (Premio  “Solinas 2009”, in concorso al Festival di Nyon) racconta queste donne, la loro vita, il loro lavoro, il rapporto con il tempo e lo spazio della ferrovia. Donne che lottano per i loro diritti di lavoratrici e per una migliore qualità della vita, mentre vivono immerse nell’attesa, circondate da una natura immobile, dove ogni elemento del progresso rappresenta una minaccia. “Le ho incontrate per caso – spiega la regista - seguendo le tracce di un servizio fotografico. Mi sono ritrovata a Mandas, 50 km sopra Cagliari, che fino alla metà degli anni ’70 era un importante snodo per Arbatax e Sorgono. L’economia del territorio correva sulle rotaie del treno. Il passaggio a livello è un luogo magico, compare all’improvviso dietro una curva, nascosto tra le piante, in cima alla montagna. In quasi tutti esiste ancora la vecchia casa cantoniera, diroccata e inagibile, unico riparo nelle giornate di tempesta. Raccontare queste donne significa raccontare una normalità complicata in cui la giornata si compone come un puzzle, cercando ogni giorno di mettere insieme i pezzi giusti”.