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MAQUILAS

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Regia, soggetto, fotografia: Isabella Sandri, Giuseppe Gaudino. Musica: Epsilon Indi. Montaggio: Rosella Moggi. Italia 2004; colore; 120 min.

Ciudad Juarez è una città in mezzo al deserto, nel nord del Messico, al confine con El Paso (Texas). È lì che vengono rigettati iclandestini che non riescono a passare il Rio Bravo per andare negli Stati Uniti. Intelligentemente il capitale straniero ha deciso di impiantare lì circa 400 fabbriche, le “maquilas” appunto,  perché a Ciudad Juarez è tutto permesso, si prende ciò che si vuole e si paga poco o niente, non ci sono controlli, né regole. L’anarchia regna sovrana e lo sfruttamento è il regno dei disperati. Nessuno paga niente,  né tasse, né dazi; non si è obbligati a smaltire o a restituire i rifiuti industriali e tossici a paesi esportatori di materie prime che vengono lavorate in Messico e che si possono seppellire nel deserto che circonda la città. Dove ci finiscono anche i morti ammazzati (molte le donne) di cui nessuno saprà più niente. Lì sono andati Sandri e Gaudino e ne sono tornati con questo straordinario documentario, un vero e proprio viaggio agli inferi. Hanno scritto: “Maquilas è un magnifico lavoro firmato da due cineasti non allineati in ogni senso possibile, tra i pochi sguardi capaci di mettere a fuoco con tanta passione e ineluttabilità il Messico in quanto modello realizzato della globalizzazione imposta a marce forzate da decenni di politica americana (e non solo). Sandri e Gaudino spalancano con ‘sistematicità’ vertigini senza che una sola inquadratura sia mai dimostrativa, usano il racconto ‘semplice’, diretto, di commozione obliqua in cui si rovescia la lente del cinema ‘di impegno’. Regalando consapevolezza sconosciuta, proprio laddove troppo spesso si pensa di conoscere ogni dettaglio” (Alberto Crespi, L’Unità). “Maquilas è un documentario sulle fabbriche di Ciudad Juarez a capitale straniero dove il lavoro costa niente e il profitto per chi investe è altissimo. E’ la storia di alcune famiglie di operai che ci lavorano e delle ‘volpi’ (‘Los zorros del desierto’), un’organizzazione di volontari, riconosciuta da Human Rights, che cerca di proteggerle. E’ la storia delle favelas cresciute intorno alle fabbriche, bacino di sfruttamento ma anche sogno di benessere per i tanti contadini che lasciano i campi del Chiapas e del Sud del Messico” (Cristina Piccino, il manifesto). Presentato al Festival di Torino nel 2004, ha vinto il Premio speciale della giuria e il Premio Cipputi come miglior documentario sul mondo del lavoro.