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STORIE SOSPESE

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Regia: Stefano Chiantini. Sceneggiatura: S. Chiantini, Luca Benedetti, Chiara Ridolfi, Marta Manzotti. Fotografia: Tarek Ben Abdallah. Musica: Piernicola Di Muro. Interpreti: Marco Giallini, Maya Sansa, Alessandro Tiberi, Antonio Gerardi, Pietro Bontempo, Simonetta Solder, Giorgio Colangeli, Sandra Ceccarelli. Italia 2015; colore: 95 min. 

In un cantiere d’alta montagna, un gruppo di rocciatori lavora per mettere in sicurezza le pareti dell’impervio versante di un monte. A causa di un incidente costato la vita a un compagno di squadra nel corso di  un’operazione, il cantiere chiude e Thomas (come si chiama il nostro protagonista, un Marco Giallini che non ti aspetti, uomo ruvido, introverso, disilluso, solitario) perde il lavoro. Arriva in soccorso la chiamata di Ermanno, un vecchio “collega di roccia” che adesso gestisce una piccola impresa. Il nuovo incarico gli ridà sicurezza economica (ha moglie e tre figli da mantenere) ma provoca sacche di inquietudine nella propria coscienza. Con il nobile scopo di posizionare dei prismi ottici per effettuare rilevamenti sui monti che circondano un paesino abruzzese dove le crepe nei muri si stanno moltiplicando, il suo intervento copre in realtà le scorrettezze legate alla costruzione di un traforo per un nuovo percorso autostradale. Poi ci sono le norme di sicurezza che latitano, i rischi ambientali che aumentano e allora l’alternativa è pressante: mantenere il posto appena ottenuto o denunciare le verità scoperte? Troverà degli alleati ma scegliere non sarà facile. Stefano Chiantini (40 anni, abruzzese, formatosi alla scuola di maestri della scrittura come Scarpelli, Cerami, Petraglia e Bruni), a distanza di quattro anni da Isole, per il suo terzo lungometraggio di finzione, dal mare delle Tremiti si trasferisce in montagna, e muove dalla vicenda reale di un borgo dell’Appennino bolognese che da anni combatte con il dissesto geologico del territorio, secondo gli abitanti causato dai lavori di raddoppio dell’autostrada. Il lavoro che manca e le morti sul lavoro che non diminuiscono. Il tema è quanto mai attuale. La storia resta sospesa ma la denuncia fa sentire la sua voce. E non è solo una questione di eco.