anemic

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

IL TUTTOFARE

E-mail Stampa PDF

Regia, sceneggiatura: Valerio Attanasio. Fotografia: Ferran Paredes Rubio. Musica: Pivio e Aldo De Scalzi. Interpreti: Sergio Castellitto, Elena
Sofia Ricci, Guglielmo Poggi, Clara Alonso, Domenico Centamore, Mimmo Mignemi, Beatrice Schiros. Italia 2018; colore; 95 minuti.


Cosa non si fa pur di lavorare sperando un giorno di esaudire i propri sogni? La speranza ti tiene in vita (forse) ma l’autostima precipita in un gorgo melmoso. La dignità è un vuoto a perdere. Antonio Bonocore è un praticante legale che fa da assistente (ovvio senza contratto e per 300 euro al mese) al chiarissimo professor Toti Bellastella, principe del foro, docente di diritto penale, fine giurista, il top tra gli avvocati italiani. Per lui il nostro Antonio fa di tutto, assistente, portaborse, autista, fa la spesa, cucina, precipitandosi ogni giorno dall’agro romano al centro della capitale dopo due ore di trasporti pubblici (romani!). Ma il suo zelo polivalente non basta. Per raggiungere il traguardo, diventare finalmente socio di cotanto studio (dopo aver superato brillantemente l’esame di stato) ci sono ancora molti ostacoli da affrontare.
Le richieste aumentano di intensità e qualità. Funzioni non più solo “professionali” ma strettamente personali. Molto personali. Antonio deve mediare fra la sua coscienza e il desiderio di affermarsi in un mondo dominato dai favori. Dallo scambio di prestazioni. C’è un limite? Saranno dolori. E guai a non finire. Opera prima dello sceneggiatore Valerio Attanasio (Smetto quando voglio, Gianni e le donne), per sua stessa ammissione, la trama trova ispirazione letteraria nel Lazarillo de Tormes, primo romanzo picaresco, di autore ignoto, che narra le vicende di un giovane vagabondo disposto a utilizzare mezzi leciti e illeciti per sopravvivere nella Spagna del XVI secolo sconvolta da una grave crisi economica. Non da meno è l’Italia di oggi. Una società dominata dal precariato giovanile, un mondo preda dei ricatti morali da parte delle vecchie generazioni. Sostenuta da un quartetto di attori in stato di grazia (strepitoso l’avvocatone che sa di latinorum di Sergio Castellitto) Il tuttofare segue la scia della gloriosa commedia all’italiana, dei Risi, dei Monicelli, dei Comenicini, un esempio moderno, scattante e generoso, di quel genere principe del nostro cinema, una commedia cattiva ma non acida, comica ma non farsesca, brillante ma non umoristica. Una storia “lineare”, densa e ritmata, compatta nella narrazione e leggera nello svolgimento. Specchio tragicomico del Belpaese, professionalmente annodato nelle maglie della “spintarella” e perennemente avviluppato nel giochino della raccomandazione e del veniamoci incontro. Naturalmente a fin di bene.

Trailer