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LORELLO E BRUNELLO

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Regia, sceneggiatura: Jacopo Quadri. Fotografia: Greta De Lazzaris. Musica: Valerio Vigliar. Interpreti: Brunello Biondi, Lorello Biondi, Ultimina Capecchi Biondi, Mirella Iona Plugaru, Wilma Funghi Biondi, Giuliano Biondi, Raniero Marroni, Domenico Serra, Addis Pampanini. Italia 2017; colore; 85 minuti.


I due fratelli gemelli Lorello e Brunello Biondi, vivono da soli nel podere dove sono nati, a Pianetti di Sovana, in Maremma, contadini di un’utopia bucolica assediata dal mercato globale. Il lavoro, senza mai un giorno di pausa, è una condizione naturale che non si mette in discussione. Gesti antichi e precisi, ostinazione e sconforto, rabbia e passione. Il bilancio è in rosso. Non ce la fanno. Hanno 400 pecore e 100 ettari di terra. Ma il latte vale sempre meno e il grano ancora peggio.
Il mercato è sempre più avaro con l’uno e con l’altro mentre cresce il potere dei viticoltori, una grande macchina industriale che sembra ricalcare il latifondo combattuto dai loro nonni. Ci sono altre figure attorno ai gemelli Biondi. Mirella, fidanzata rumena e infaticabile di Brunello, che lavora in un paese vicino, cucina e pulisce, ma non può fermarsi a dormire; Giuliano, coltivatore maldestro di maiali, e poi Walter, sua mamma Wilma che lo assiste sull’uscio di casa, passando per Ultimina, una vecchia signora che li ha visti crescere e che è la memoria storica e “pettegola” di quell’angolo di mondo.
In quattro parti, dall’estate alla primavera, il film segue per un anno la vita dei gemelli Biondi e dei vicini di podere, un giorno dopo l’altro, a mungere e vegliare, con la minaccia dei lupi che stanno ripopolando le macchie, le albe, la polvere, i recinti, il fieno, le morti e le nascite, gli animali. Un film sul lavoro, la terra, le stagioni. Il caldo, la siccità, la notte. Il tempo.
La solitudine. Dice il regista: “Volevo capire come vivono queste persone che lavorano e basta, senza la minima gratificazione, senza mai una gioia. Volevo vivere con loro per capire. Capire le regole della campagna, dell’allevamento, delle semine, dei raccolti. Come affrontare le tre ore quotidiane della mungitura in un frastuono di mammelle e sterco? Cosa si pensa quando si passa la notte su un trattore in un campo al buio, soli nella polvere? Pensavo che la radio potesse essere di compagnia, invece di sottofondo c’è solo rumore, e non ci si può distrarre neanche un momento perché se si prende un sasso si rompe tutto. Questo è anche il racconto di un assedio. Il pericolo, quello contro cui continuano a lottare, non è solo il fallimento economico, è lo sgretolamento della loro stessa identità ed è a quest’atto di resistenza che ho voluto dare corpo e voce”. Attraverso la piccola e grande storia di due gemelli toscani, Quadri affronta in filigrana la crisi della società rurale e della cultura materiale, narra le sue dittature e i suoi resistenti, mettendo in discussione il potere della grande macchina industriale. Documentario in movimento perpetuo che non smette di spostare le zolle e di “interrogare” i suoi protagonisti, Lorello e Brunello rintraccia una tradizione e annuncia un crepuscolo.

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