anemic

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

RIMETTI A NOI I NOSTRI DEBITI

E-mail Stampa PDF

Regia: Antonio Morabito. Sceneggiatura: A. Morabito, Amedeo Pagani. Fotografia: Duccio Cimatti. Musica: Andrea Guerra. Interpreti: Marco Giallini, Claudio Santamaria, Jerzy Stuhr, Flonja Kodheli, Maddalena Crippa, Agnieszka Zulewska, Leonardo Nigro, Giorgio Gobbi, Peppino Mazzotta. Italia 2018; colore; 104 minuti.


Il mondo del lavoro, con le sue inevitabili pressioni e i suoi compromessi, si conferma al centro del cinema di Antonio Morabito. Che, dopo Il venditore di medicine, sforna questa nuova parabola esistenziale occupazionale che vede al centro ancora una volta, eccellente protagonista, Claudio Santamaria. La moralità è di nuovo messa in discussione in questo racconto che gira e ruota su una “brava persona”, un individuo come tanti, che vive ai margini della città e della sussistenza. Vittima di un ennesimo licenziamento, il nostro, che di nome fa Guido, finisce in un vicolo cieco. Uscirne vuol dire sopravvivere. Non bastano più un lavoro saltuario da magazziniere, qualche bicchiere al bar con la nuova barista e un vecchio professore vicino di casa con cui parlare ogni tanto. I debiti premono. E non fanno sconti. L’unico modo per saldarli è mettersi al servizio dei suoi creditori, divenendo lui stesso un esattore, lavorando gratis fino all’estinzione (dei debiti). Compagno di prelievi
sarà il demoniaco Franco (un altrettanto straordinario Marco Giallini), un mago d’esattore, un asso in materia recuperi, uno squalo sul campo ma un angelo tra le mura di casa, padre e marito affettuoso. Sarà lui a occuparsi della formazione del collega. Una coppia singolare, due ruoli destinati a una mutua contaminazione. Morabito non giudica, ma espone con sobrietà una dinamica sociale sempre meno lontana e più prossima di quanto tutti speriamo. Un racconto morale, acuto e sfaccettato, dentro una società in cui il cinismo e l’istinto di sopravvivenza sono sempre più accettati e considerati inevitabili compagni quotidiani. Sullo sfondo gli squarci di una Roma cupa e difficilmente riconoscibile, se non fosse per
alcuni scorci tra i sentieri del Verano. Morabito privilegia atmosfere claustrofobiche, scene in penombra e una fotografia desaturata, che incornicia le anime perse di questo girone dantesco. Un film metaforico e dalle atmosfere luciferine, una storia sospesa tra il grottesco e gli assurdi risvolti della realtà, una riflessione noir che riduce il mondo contemporaneo a un infernale sottobosco di poteri corrotti, dominato dalla tirannia del denaro. Sobrio ed equilibrato, e anche per questo inquietante, Rimetti a noi i nostri debiti è un film rispettoso e convincente (il primo italiano originale prodotto da Netflix), che traghetta lo spettatore in un cono d’ombra dove si annidano sensi di colpa, i buoni e i cattivi non hanno contorni così ben definiti e il dibattito sul libero arbitrio si fa strada prepotentemente.

Trailer