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Invito proiezione 20 maggio, Auditorium Stensen, LA SVOLTA
Oggetto: Invito proiezione 20 maggio, Auditorium Stensen, LA SVOLTA
Data invio: 2013-05-19 13:43:39
Invio #: 9
Contenuto:

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Caro/a amico/a

presso l'Auditorium Stensen (Viale Don Minzoni 25, Firenze) quarto appuntamento per la Rassegna Cinematografica Ciak sul lavoro - il lavoro si rappresenta con la proiezione del film LA SVOLTA. DONNE CONTRO L’ILVA, lunedì 20 maggio ore 21, alla presenza della regista Valentina D’Amico

In allegato INVITO PER INGRESSO GRATUITO per 2 persone


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Associazione Anémic

Scheda del film

LA SVOLTA. DONNE CONTRO L’ILVA

Regia: Valentina D’Amico; fotografia: Salvatore Bello; musica: Yo Yo Mundi; interpreti: Alessandro Langiu. Italia 2010; col.; 60 min.

Presentato al festival di Venezia un documentario che svela una delle realtà industriali più drammatiche e roventi (sotto tutti i punti di vista) del Pianeta Italia: l’acciaieria di Taranto, una cattedrale dello sviluppo nata come punta di diamante della modernizzazione della penisola, come risposta alla “questione meridionale”, col tempo trasformatasi in un mostro di malaffare, fra inquinamento, morti sul lavoro, fallimenti sindacali, disastri ambientali, lutti e dolore infiniti. E un dilemma: meglio morire di fame o di cancro? cosa scegliere tra il diritto al lavoro e il diritto alla vita? D’Amico riapre la questione spesso fin qui ignorata o vista da una prospettiva sbagliata. Il quadro è drammatico: desolante per la così detta nostra civiltà democratica. La sconfitta è senza appello. I processi, gli infortuni, i ricatti dei padroni, gli ostracismi, la gioventù offesa, una città umiliata. Nei volti e nelle parole delle madri e le mogli degli operai morti (43 in 15 anni: un triste primato), donne combattenti che ci dicono di un paese dove la giustizia è morta. Scorrono le immagini di quella che fu la più grande acciaieria d’Europa, nata nel 1961 in pieno boom economico, quando si chiamava Italsider e aveva 21mila dipendenti. Poi la crisi dell’acciaio, la privatizzazione o meglio la “svendita”, come denuncia il sindacato, l’arrivo dell’imprenditore bresciano Enrico Riva, e via via il bollettino di guerra: intossicazioni, ustioni, la diossina, le dosi massicce di scarichi che hanno fatto di Taranto la città più inquinata d’Italia, la crescita dei tumori, delle leucemie, dei disturbi alla tiroide. Un atto d’accusa e di ribellione nei confronti di un disastro ecoambientale di gigantesche proporzioni raccontato da una giornalista (Radio popolare Salento) che ha raccolto testimonianze di donne mobilitate nella lotta contro un’azienda che non si è voluta tenere sotto controllo.

 

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Allegati: INVITO-20maggio-La-svolta.pdf