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martedì 27 Ciak sul lavoro, invito COME IL VENTO
Oggetto: martedì 27 Ciak sul lavoro, invito COME IL VENTO
Data invio: 2014-05-27 01:10:55
Invio #: 25
Contenuto:

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martedì 27 maggio, ore 21, presso l'Auditorium Stensen (Viale Don Minzoni 25, Firenze) quinto appuntamento per la Rassegna Cinematografica Ciak sul lavoro - il lavoro si rappresenta con la proiezione del film COME IL VENTO alla presenza del regista Marco Simon Puccioni.

In allegato INVITO PER INGRESSO GRATUITO per 2 persone

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Associazione Anémic


Scheda del film

COME IL VENTO
Regia: Marco Simon Puccioni. Sceneggiatura: M. S. Puccioni, Heidrun Schleef, Nicola Lusuardi. Fotografia: Gherardo Gossi. Musica: Shigeru Umebayashi. Interpreti: Valeria Golino, Filippo Timi, Francesco Scianna, Chiara Caselli, Enrico Silvestrin. Italia/Francia 2013; col.; 110 min.

“Io penso che un carcere debba essere un carcere e che i detenuti debbano sapere fare il loro mestiere. Io non sono la direttrice del Jolly Hotel, io dirigo un luogo di condanna per efferati delitti”. Parole chiare. Inequivocabili. A pronunciarle è Armida Miserere, ex criminologa, amica dei magistrati Caselli e Sabella, una delle prime donne a diventare direttrice di un penitenziario subito dopo l’entrata in vigore della legge Gozzini (1986). Fu paladina dei diritti e dei doveri dei carcerati, difensore strenuo del regolamento contro ogni inquinamento, compromesso o corruzione, un lavoro difficile, fino ad allora ritenuto esclusivo appannaggio del “sesso forte”, svolto fra mille difficoltà e incomprensioni e portato avanti con coraggio, competenza e coerenza lungo venti anni di servizio nelle più pericolose strutture di detenzione, da Parma a Lodi, da Pianosa all’Ucciardone. Una donna che ha saputo imporsi, ottenendo la stima dei colleghi in un ambiente militarizzato e maschilista. Ma anche una persona fragile, disillusa, sostanzialmente infelice, che nascondeva dietro la corazza del dovere e del ruolo un dolore inconsolabile, il figlio morto in grembo dopo tre mesi di gravidanza, il compagno (educatore e sperimentatore di teatro in carcere) ucciso in circostanza mai chiarite, in un agguato di stampo mafioso. Il film di Puccioni ne ripercorre l’esistenza prendendo in prestito, per il titolo, le parole scritte dalla stessa Miserere prima di togliersi la vita (“Come il vento sono stata”) e grazie anche all’intensa interpretazione di Valeria Golino mette in luce la sua determinazione che si fa durezza, il rigore morale senza sconti, una caratteristica che spinge l’amministrazione penitenziaria a destinarla proprio nel carcere più difficile da gestire, Pianosa, sola donna sull’isola, riaperto a metà anni 90 per la detenzione dei criminali più pericolosi.



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Allegati: INVITO-27maggio-come-il-vento.pdf