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LA SCONOSCIUTA

Regia di Giuseppe Tornatore. Soggetto e sceneggiatura: Giuseppe Tornatore. Fotografia: Fabio Zamarion. Montaggio: Massimo Quaglia. Musica: Ennio Morricone. Scenografia: Tonino Zera. Costumi: Nicoletta Ercole. Interpreti: Ksenia Rappoport, Michele Placido, Claudia Gerini, Piera Degli Esposti, Alessandro Haber, Pierfrancesco Favino, Margherita Buy. Italia/Francia 2006, col., 118.

Un thriller anomalo. Pieno di suspense. Ma anche un melodramma cupo e nero, vendicativo e sprofondato in una sorta di incubo sotterraneo. Tornatore sfoggia una storia moderna, eccessiva, ridondante, torbida secondo il suo stile gridato e baroccheggiante che ha spaccato critica e pubblico (ormai un copione abituale). In una non meglio precisata città del Nordest (gli esterni sono girati a Trieste) l’ex prostituta ucraina Irene si fa assumere come donna delle pulizie in una classica famiglia borghese, fa amicizia con l’anziana cameriera, si sbarazza di lei e la sostituisce come tata affettuosa della figlia della padrona di casa stringendo con la piccola un intenso rapporto. Cosa si nasconde dietro questo slancio? Il passato torna a galla ed ha la brutta faccia e il viso torvo dell’ex protettore.
Lacrime e sangue, colpi bassi e colpi di scena. Le scene madri si susseguono e formano una giostra di sviluppi imprevedibili. Il mélo è servito. Con le musiche giuste di Ennio Morricone. Al di là del noir che scava nei retroscena spigolosi di una storia a tratti inverosimile, Tornatore affronta, dal suo punto di vista, una vicenda di stringente, normale e maledetta attualità, “raccontare l’arrivo, nella parte più intima e privata della borghesia italiana, di estranei, badanti, baby sitter o colf che ci si sforza di non percepire ma che ormai costituiscono l’ossatura del quotidiano” (Emiliano Morreale).
Cinque premi David di Donatello fra cui quello alla Rappoport, miglior attrice protagonista.