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LETTERE DAL SAHARA

Regia di Vittorio De Seta. Sceneggiatura: Vittorio De Seta. Fotografia: Antonio Grambonei. Montaggio: Marzia Mete. Musica: Ismael Lo. Interpreti: Marco Baliani, Claudia Muzzi, Djbril Kebe, Paola Ajmone Rondo. Italia 2004, col., 123’

E’ un maestro del documentario Vittorio De Seta. Un signore che porta con saggezza e eleganza i suoi anni (fate voi il conto: è nato nel 1923) a cui si devono alcuni capolavori e capisaldi del nostro cinema verità. Basti pensare a Banditi a Orgosolo del 1961 o al più recente lavoro per la Rai In Calabria girato nel 1993. Le ultime lettere di De Seta arrivano dal Senegal, paese d’origine di un giovane musulmano che “sbarca” clandestino a Lampedusa e risale la penisola fino a  Torino. L’esperienza italiana è “deludente” fra razzisti, picchiatori,  tolleranti di facciata, gente perbene che profuma di assistenzialismo pietoso.

Tornerà nel suo villaggio ad aiutare i connazionali a non dipendere dagli europei. Lezione di vita e lezione di cinema. Tono asciutto, racconto mai indulgente, chiarezza di idee, l’Italia vista dagli occhi di un africano. Una carrellata geografica e una panoramica esemplare che coniuga denuncia e cronaca. Il vecchio maestro sa sempre dove piazzare la macchina da presa, ha voglia di capire e di raccontare, e sa mettere lucidamente (e sociologicamente) in scena sia l’orgoglio sia i pregiudizi legati a una certa cultura.