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L’ORIZZONTE DEGLI EVENTI

Regia di Daniele Vicari. Soggetto: Daniele Vicari. Sceneggiatura: Daniele Vicari, Antonio Leotti, Laura Paolucci. Fotografia: Gherardo Gossi. Montaggio: Marco Spoletini. Musica: Massimo Zamboni. Scenografia: Marta Maffucci. Costumi: Roberta Vecchi, Francesca Vecchi. Interpreti: Valerio Mastandrea, Gwenaelle Simon, Francesca Inaudi, Giorgio Colangeli. Italia 2005, col., 115’.

Sul Gran Sasso e sotto la montagna si incontrano la scienza e l’umanità. Entrambe nel segno della diversità. Un giovane ricercatore, volenteroso, capace e ambizioso, lavora nel laboratorio di fisica nucleare e astrofisica attivo dal 1998. Conduce una ricerca di squadra sui neutrini, le particelle infinitesimali in grado di attraversare i solidi. Ma la smania del successo, di essere comunque il più bravo, lo induce a comportamenti sleali e scorretti, falsificando i dati del suo lavoro. Scoperto, entra in crisi, tenta il suicidio e si trova a confrontarsi con la dura realtà esterna,  quella di un pastore macedone che superata la prima diffidenza lo ospita nel suo rifugio (alla loro presenza in quella zona montagnosa e spesso inaccessibile d’Abruzzo, uomini che guidano le greggi, vivono isolati in condizioni di estrema povertà e sfruttamento, lontano dalle loro case e dalle famiglie, Vicari aveva dedicato due documentari: Uomini e lupi e Bajran).

Fuori dal bunker del Gran Sasso l’aria è tersa e pulita. Ma lo scontro rimane duro e irrisolto. Il film non cerca scorciatoie, non dà assoluzioni. Il protagonista deve fare i conti con se stesso e il paesaggio che lo circonda. Resta la dimensione di una natura solenne, non accogliente, ostile e magnifica nel suo silenzioso distacco, di fronte alla “insignificante” piccolezza della materia e alla altrettanto minuta serie di ostacoli che si frappongono al raggiungimento degli obiettivi (se non della felicità). E resta al contempo lo spazio ideale per lo svelamento di “corpi” estranei, venuti da fuori, in cerca di riscatto e di una vita meno dolorosa che alla fine si rivela comunque tale, che altrimenti sarebbero rimasti invisibili.