anemic

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RIPARO

Regia di Marco Simon Puccioni. Soggetto: Clara Ferri, Monica Rametta. Sceneggiatura: Marco Simon Puccioni, Monica Rametta, con la collaborazione di Heidrun Schleef. Fotografia: Tarek Ben Abdallah. Montaggio: Roberto Missiroli. Musica: Cristiano Fracaro. Scenografia: Emita Frigato. Costumi: Ludovica Amati, Marielle Robaut. Interpreti: Maria de Medeiros, Antonia Liskova, Mounir Ouadi, Vitaliano Trevisan, Gisella Burinato, Francesco Carnelutti. Francia/Italia 2007, col., 100’.

riparo

Una storia a rischio. Un menage a tre che non sai da che parte prendere. Stralci di umanità e riserve di diffidenza. C’è spazio per l’altro? Un po’ sì un po’ no sembra dirci il regista che firma un’opera sorprendentemente matura, bella e indocile nel panorama spesso  salottiero e parolaio del nuovo cinema italiano. Un coinvolgente dramma sulla gelosia e un ritratto trasversale delle classi sociali messe a nudo da un meteorite, un corpo estraneo ma sufficientemente bello e appetibile da risultare dannoso e equivoco. Una chiave inedita sul tema dello straniero che entra in una unità familiare e la espone alle sue contraddizioni. Un “teorema” pasoliniano che non diventa cerimonia e trascendenza ma si attiene alle leggi della società civile, che sceglie i compromessi e le vie di fuga per sopravvivere facendosi del male. Persone comuni che cercano amore, sicurezza, protezione e accettazione. Ma anche la formazione di una famiglia alternativa e il suo fallimento causato dalle diverse condizioni economiche, culturali e personali. Il gioco degli attori, premiato in diverse occasioni, si sviluppa tra le varie polarità che ne determinano l’identità: nativo contro straniero, etero contro gay, ricco contro povero. I protagonisti sono Anna, una 35enne borghese benestante, proprietaria con la madre e il fratello di una fabbrica del Nordest, la 25enne Mara, una delle sue operaie, con cui intrattiene una relazione d’amore, e Anis, un ragazzo magrebino, sbucato dal bagagliaio della loro macchina di ritorno dalla Tunisia, e che irrompe deflagrante nella loro vita. L’equilibrio è precario, la catena di gelosie e sospetti si ispessisce, la fine è nota.