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LA GUERRA DEI CAFONI

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Spazio Alfieri, lunedì 27 novembre ore 21.30

Regia: Davide Barletti, Lorenzo Conte. Sceneggiatura: L. Conte, D. Barletti, Barbara Alberti, Carlo D’Amicis, Giulio Calvani. Interpreti: Donato Paterno, Piero Dioniso, Angelo Cucinelli, Pierpaolo Donno, Gaetano Fiore, Leonardo Morello, Claudio Santamaria, Ernesto Mahieux. Italia 2017; colore; 91 minuti.

A Torrematta, in Puglia, territorio selvaggio e sconfinato in cui non vi è traccia di adulti, ogni estate si combatte una lotta tra bande: da una parte i figli dei ricchi, i signori, e dall’altra i figli della terra, i cafoni. A capo dei rispettivi schieramenti si fronteggiano il fascinoso Francisco Marinho e il torvo Scaleno. Si combattono dalla culla, trascinando nel conflitto di classe i propri “soldati”.  Ma quell’anno, estate 1975, i cafoni decidono di ribellarsi alla supremazia dei signori: i simboli del potere verranno presi di mira e poi letteralmente attaccati, trasformando lo scontro in una vera e propria guerra di conquista. Mentre nascono alla vita adulta, alle spalle di tutti i giovani protagonisti di questa storia, muore un’epoca; e con essa l’ultima occasione per combattere una guerra fatta sì di violenza, ma anche di epica e di poesia. Dal romanzo omonimo di Carlo D’Amicis edito da minimum fax, Barletti e Conte traggono un film laboratoriale (il cast è formato da adolescenti alla loro prima esperienza cinematografica) che, con toni surreali, parla di lotta di classe nel nostro sud a partire da ciò che per secoli ha caratterizzato i rapporti di forza tra ricchi e poveri, il latifondo, la terra dei grandi proprietari che succhiavano ogni risorsa lasciando i contadini oppressi da fatiche e sofferenze inaudite. Ma lo fanno uscendo fuori dagli schemi classici del cinema sudista più o meno impegnato, progettando semmai un sud come laboratorio dell’Italia e delle sue trasformazioni economiche, nel passaggio cruciale dal mondo contadino al paesaggio industriale, l’emergere di nuove classi sociali, l’arrivo devastante sulla scena delle mafie. Ho scritto Cristina Piccino. “Tra scazzottate, furbizie cattive, sconfitte clamorose, amori impossibili, i ragazzi vivono l’inizio di una trasformazione netta le cui ripercussioni sono ancora lì ancora oggi. Intuendo che quella loro guerra atavica sta per finire e che forse si deve trovare un compromesso, signori e cafoni insieme contro un nuovo che appare una minaccia, un compromesso forse peggiore”.